10/12/2010 - Saranno detraibili in dieci rate
annuali, anziché cinque, le spese per la riqualificazione energetica degli
edifici sostenute nel 2011. L’agevolazione scadrà il 31 dicembre 2011. Sono
queste le novità per la detrazione del 55% introdotte dalla
Legge di Stabilità per il 2011
(ex Finanziaria),
approvata in via definitiva martedì scorso dal Senato. Non variano invece i
tetti di spesa, le percentuali di detrazione e gli interventi ammessi.
Sono infatti agevolabili le spese sostenute per:- interventi di
riqualificazione globale su edifici esistenti, fino ad un
massimo di 100.000 euro, pari al 55% di 181.818,18 euro;-
interventi sugli involucri degli edifici (strutture opache e
infissi), fino ad un massimo di 60.000 euro, pari al 55% di
109.090,90 euro;- installazione di pannelli solari per la
produzione di acqua calda, fino ad un massimo di 60.000 euro,
pari al 55% di 109.090,90 euro;- sostituzione di impianti di
climatizzazione invernale, fino ad un massimo di 30.000 euro,
pari al 55% di 54.545,45 euro.
L’agevolazione per la riqualificazione energetica - a
differenza di quella per le ristrutturazioni, riservata ai soli
edifici residenziali - interessa i fabbricati esistenti di tutte
le categorie catastali, anche rurali, compresi quelli
strumentali.
Destinatari della detrazione sono, analogamente agli anni
precedenti, le persone fisiche, le società di persone e le
società di capitali, le associazioni tra professionisti e gli
enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.
LE
ALTRE NOVITÀ PER L’EDILIZIA
Edilizia sanitariaPer
il 2012 la legge finanziaria assegna all’edilizia sanitaria pubblica una quota
dei fondi Fas pari a 1,5 miliardi di euro. Restano ferme le quote per la
ripartizione in base alle quali l’85% delle risorse deve essere assegnato al
Sud. Il restante 15% sarà invece suddiviso tra Centro e Nord Italia.
Patto di stabilità.
Dopo le richieste
avanzate dagli esponenti del settore costruzioni, gravemente danneggiati dai
ritardati pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, è stato approvato
un allentamento del patto di stabilità interno per i comuni. La Finanziaria ha
istituito un fondo da 60 milioni di euro per il 2011 per il pagamento degli
interessi passivi maturati dai comuni a causa del ritardato pagamento dei
fornitori.Nel 2011 gli effetti negativi sull’indebitamento netto non possono
superare i 480 milioni. Il Ministro dell’interno individuerà i comuni virtuosi
che potranno accedere al fondo. Il Presidente del Consiglio dei ministri, di
intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, con la Conferenza
Stato-città e le autonomie locali, potrà stabilire misure correttive del patto
di stabilità. Per la verifica del rispetto del patto di stabilità, nel saldo
finanziario non saranno considerate le risorse provenienti dallo Stato e le
spese di parte corrente e in conto capitale sostenute da province e comuni a
seguito delle dichiarazioni dello stato di emergenza. Saranno esclusi dal patto
di stabilità anche i fondi europei, le spese sostenute per censimenti, le spese
affrontate dal Comune di Milano per l’Expo 2015 e gli investimenti in conto
capitale deliberati entro il 31 dicembre 2010 dai comuni della provincia de
L’Aquila.
Esenzione Iva
sugli immobili
Passa da 4 a 5 anni l’esenzione dal pagamento dell’Iva per le
cessioni di fabbricati diversi da quelli strumentali, che per le loro
caratteristiche non possono essere utilizzati a fini diversi senza implicare
radicali trasformazioni, effettuate dalle imprese costruttrici o da quelle che
hanno eseguito interventi di ristrutturazione edilizia.
11/02/2011 -
Definitiva l’applicazione della Scia all’edilizia con tempi
dimezzati per i controlli. Lo propone la bozza di decreto legge
presentata dal Ministro Calderoli e discussa a margine del
Consiglio dei Ministri di martedì scorso. Il testo, che potrebbe
essere analizzato dal prossimo CdM, riprende quanto già
affermato a settembre scorso dal Ministro per la Semplificazione
normativa.
Se il testo dovesse passare, la Segnalazione certificata di
inizio attività, introdotta con la manovra estiva per consentire
l’avvio dei lavori nello stesso giorno della presentazione
dell’istanza, sostituirebbe a tutti gli effetti la Dia,
rispondendo ai dubbi avanzati nei mesi scorsi.
Il Dl Calderoli cerca di superare anche la criticità dei
controlli, riducendo da 60 a 30 giorni i margini per gli
accertamenti ex-post. Le perplessità degli addetti ai lavori
vertevano infatti sui tempi. Se da una parte con la Dia era
necessario attendere 30 giorni prima di iniziare i lavori,
dall’altra le incertezze sulla Scia non consentivano l’avvio del
cantiere nello stesso giorno della presentazione della domanda
all’Amministrazione preposta. In base alla manovra estiva,
questa aveva infatti la possibilità di adottare provvedimenti di
divieto e rimozione degli effetti dannosi entro 60 giorni dal
ricevimento della segnalazione. Di conseguenza si aspettavano i
60 giorni, dopo i quali far valere la regola del
silenzio-assenso, raddoppiando i tempi di attesa e aggravando le
procedure.
Il decreto ribadisce che la sostituzione non sarebbe automatica
per la Super-Dia, prevista dall’articolo 22
comma 3 delDPR 380/2001, Testo Unico dell’edilizia. Fanno capo a
questa disciplina gli interventi urbanistici in cui è possibile
usare la Dia in alternativa al permesso di costruire, cioè
ristrutturazioni con modifica del volume e della sagoma, nuove
costruzioni e ristrutturazioni urbanistiche.
Nel caso in cui esista un vincolo ambientale, paesaggistico o
culturale gravante sull’immobile su cui si intende intervenire,
sarebbe possibile utilizzare la Scia solo allegando il parere
positivo della Soprintendenza. La Scia, infatti, non può
sostituire i nulla osta delle Amministrazioni preposte alla
tutela del vincolo, ma deve accompagnarsi ad essi.
La sostituzione automatica non potrebbe operare neanche nelle
leggi regionali che, in virtù della competenza esclusiva in
materia di edilizia e urbanistica, hanno stabilito il ricorso
alla Dia in alternativa al permesso di costruire per alcuni
interventi.
